Fake News sull’acqua: quante te ne bevi?

Nel mare sconfinato delle false notizie, ce ne sono diverse che vogliamo sfatare per non farvi bere un mare di frottole!

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Luoghi comuni e falsi miti possono alimentare abitudini e stili di vita scorretti e insostenibili e, mentre si diffondono false notizie, negli oceani si formano gigantesche isole di plastica: oltre 150 milioni di tonnellate. Queste isole sono costruite soprattutto da bottiglie di plastica: prodotti che da tempo possono essere sostituiti con sistemi più sostenibili! Ma vediamo questi falsi miti…

  • L’acqua del rubinetto non è sicura: Falso!
    Secondo una ricerca dell’Irsa - istituto del Consiglio Nazionale di Ricerca (CNR)2 che controlla la qualità dell’acqua - l’Italia è al quinto posto in Europa per la qualità dell’acqua degli acquedotti, preceduta solo da Austria, Svezia, Irlanda e Ungheria. Le nostre fonti della nostra acqua inoltre sono all’85% di origine sotterranea ed è risaputo che l’acqua di falda è sempre migliore di quella di superficie, quindi possiamo dire che l’acqua italiana è di elevata qualità!
  • Le bottiglie di plastica si possono smaltire facilmente: Falso!
    Le bottiglie in PET non sono biodegradabili, bensì prodotte con grandi quantità d’acqua e petrolio. Le bottiglie hanno una vita media di 1.000 anni circa, solo una minima parte viene raccolta e riciclata, e una parte ancora minore è trasformata in nuovi oggetti o imballaggi. Quando acquistate una bottiglia di acqua, pensate che in Italia ogni anno vengono imbottigliati in plastica 12,5 miliardi di litri d’acqua, per cui vengono prodotte 330.000 tonnellate di PET, pari all’utilizzo di 650.000 tonnellate di petrolio e 6 miliardi di litri d’acqua.
  • L’acqua imbottigliata è comunque migliore di quella del rubinetto: Falso!
    Il paragone non è semplice e anche le normative che regolano le acque sono differenti: quella di acquedotto è disciplinata dal D.L. 31/200, le minerali dal D.M.del 10/2/2015, questo fa sì che alcune acque in commercio contengano quantità maggiori di elementi come arsenico e solfati rispetto a quelli ammessi per l’acqua di rubinetto. In sostanza se alcune acque in bottiglia venissero valutate con i parametri del D.Lgs 31 non risulterebbero potabili. Inoltre la maggior parte delle minerali è conservata in plastica PET, un materiale che tende a deteriorarsi, soprattutto se esposto al sole o altre fonti di calore, e come abbiamo visto non compatibile con l’ambiente.
  • L’acqua di rubinetto sa di cloro e non fa bene: Falso!
    Il Decreto Legislativo 31/200 prevede che il cloro sia presente nelle acque potabili a garanzia della salute pubblica. La sua funzione è quella di assicurare la qualità e la salubrità dell’acqua all’interno della rete idrica, sanitizzando gli acquedotti per evitare eventuali contaminazioni batteriche. Se il sapore dovesse risultare sgradito, se ne può eliminare l’odore e il sapore applicando semplici filtri al carbone attivo al punto d’uso
  • L’acqua di rubinetto però ha più calcio e fa venire i calcoli: Falso!
    Molti pensano che l’acqua del rubinetto a lungo andare possa favorire la formazione di calcoli renali. In verità non c’è correlazione tra la concentrazione di calcio e l’insorgere di calcoli, come confermato dall’Istituto Superiore di Sanità, anzi è vero il contrario: una dieta povera di Calcio può aumentare il rischio di sviluppare la patologia. Chi ha una predisposizione o soffre di calcolosi, raccomandano i Mediche, deve bere tanti liquidi perché quello che conta è la quantità totale che si assume nell’arco della giornata.

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