Inquinamento trasporto bottiglie acqua

L'inquinamento dovuto alla distribuzione dell'acqua in bottiglia

Vi siete mai chiesti quanto pesa davvero sull'ambiente?

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Quando pensiamo all’inquinamento da bottiglie di plastica, immaginiamo generalmente tonnellate di bottigliette abbandonate a terra, alla deriva nelle correnti marine… Questo è però solo l’ultimo momento della vita di una bottiglia.

Ripercorrendo a ritroso la sua storia, una bottiglia di plastica comincia a gravare sulla salute dell’ambiente dal momento in cui viene prodotta. Infatti il 99% della plastica è realizzata a partire dal metano o dal petrolio, e il processo di produzione comporta l’emissione di un enorme quantitativo di CO2, un tipo di inquinamento meno visibile, ma altrettanto concreto e dannoso. Inoltre la raffinazione degli additivi plastici rilasciano nell’aria composti cancerogeni e altre sostanze tossiche.

Non solo. Alla fase di produzione si somma l’inquinamento dovuto delle operazioni di distribuzione dell’acqua in bottiglia: basti pensare al tragitto che le bottiglie di plastica vuote devono compiere dalla fabbrica di produzione all’azienda che le imbottiglia e da qui ai punti vendita.

Vi siete mai chiesti quanto costa davvero la distribuzione dell’acqua minerale in bottiglia? Non solo in termini monetari, ma di sostenibilità per il pianeta?

Il problema del trasporto delle merci è estremamente vasto, ma il mercato delle acque minerali è parte integrante di questo circolo vizioso e contribuisce direttamente all’inquinamento e al degrado ambientale.

In Italia solo il 18% delle bottiglie in commercio viaggia sui treni, tutto il resto viene trasportato su ruote. Si stima che siano circa 300mila i veicoli impiegati nel mercato delle acque confezionate, con una percorrenza media di 1.000 km ciascuno.

Ricostruirne gli effetti dannosi è semplice, quanto allarmante: in base al consumo medio di un Tir – che è di 1 litro di gasolio ogni 3 km – si raggiunge l’impressionante dato di 265.000 tonnellate di anidride carbonica emessa ogni anno per il solo trasporto dell’acqua minerale in bottiglie di plastica.

Ogni nostro gesto lascia una traccia e con le nostre scelte di consumo siamo direttamente responsabili non solo dell’impatto delle bottiglie di plastica disperse nell’ambiente, ma anche dell’alto tasso di CO2 emessa ogni anno nell’atmosfera.

E se i dati mostrano come in famiglia cominci a crescere la sensibilità per le tematiche ambientali, e il tentativo di ridurre l’impronta ambientale, modificando le nostre abitudini, l’ufficio rimane uno spazio dove spesso prestiamo meno attenzione allo spreco di plastica: un’azienda con 40 dipendenti, ad esempio, arriva a consumare fino a 24.000 bottigliette di plastica in un anno.

Questi consumi sono stimati considerando solo 300 giorni lavorativi e l’utilizzo di 2 bottigliette da 0,50 lt al giorno per ogni persona. E’ un dato indicativo ma molto allarmante. 

Ma la #WaterBattle vuole coinvolgere proprio tutti, anche le grandi famiglie, come le aziende. Perché eliminare le bottigliette è possibile anche in ufficio. Una scelta sostenibile, che permette di ridurre non solo la plastica, ma anche le emissioni di anidride carbonica attraverso un’acqua KM0, che non percorre neanche un metro su strada e che trasforma anche il posto di lavoro in un’area sostenibile.

Utilizzando l’acqua del rubinetto, un’azienda di 40 persone può ridurre notevolmente il proprio impatto ambientale, risparmiando fino a 300 kg di plastica all’anno ed evitando l’emissione di 265,78 kg di CO2 nell’ambiente per la produzione e il trasporto delle bottiglie di plastica, come piantare 12 alberi!

Vuoi calcolare subito l’impatto ambientale della tua azienda o del tuo ufficio?

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