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La lezione di Greta Thunberg

Riscaldamento globale e cambiamenti climatici, una responsabilità di tutti a cominciare dai piccoli gesti

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Screditata, criticata, offesa e denigrata, l’attivista svedese Greta Thunberg, dopo avere lanciato il movimento internazionale Fridays for Future e numerosi discorsi tenuti davanti ai potenti del mondo (dal Rise for Climate al Parlamento Europeo a Bruxelles al summit sul clima dell’Onu), oggi è un’eroina mondiale, tra i 25 teenager più influenti secondo il “Time” e candidata al Premio Nobel per la Pace.

Fra i detrattori di Greta, che negano le cause antropiche del riscaldamento globale, anche i famosi 500, fra intellettuali, studiosi e scienziati, autori della “petizione” al segretario generale dell’Onu Antonio Guterres, che contesta l’esistenza stessa di un’emergenza climatica e la responsabilità dell’uomo sul cambiamento climatico, invitando a un atteggiamento più laico e scientifico sulla questione.

Eppure, come riferito sul sito della NASA, il 97% degli scienziati che si occupano di clima, fra cui 18 Società Scientifiche americane, concordano sul fatto che la causa principale del riscaldamento climatico sia dovuta alle emissioni di gas serra, e quindi alle attività umane1. Cosa peraltro confermata dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) già nel 20012.

Al di là delle diatribe, che piaccia o no, la ragazza svedese ha riportato l’attenzione su un’annosa questione, quella dell’inquinamento, e fatto scendere migliaia di persone sulle piazze con Fridays for Future per rivendicare un modello economico più sostenibile.

L’emergenza inquinamento è reale, riscaldamento globale e cambiamenti climatici si stanno manifestando in maniera sempre più drammatica a livello planetario.

La Banca Mondiale in un recente studio ha inoltre prospettato che il global warming costringerà oltre 143 milioni le persone a migrare entro il 2050.
Ma una soluzione c’è: diminuire le emissioni che provocano l’effetto serra in modo globale, così da ridurre le migrazioni climatiche del 80%3.

Ogni azione che possa arrestare o contenere il fenomeno e limitare la CO2 prodotta dalle attività umane è un preciso dovere verso le generazioni future. Non si può più rimandare o demandare a politici e potenze industriali, è una responsabilità di tutti, a cominciare dai piccoli gesti e da scelte di consumo anche semplici e quotidiane, come acquistare una bottiglietta d’acqua.

Già è proprio così! La produzione delle bottiglie di plastica che beviamo in Italia in un anno costa al pianeta: 6 miliardi di litri d’acqua, 665.000 tonnellate di petrolio e causa un’emissione in atmosfera di 910.000 tonnellate di CO2.

Inizia anche tu con un piccolo gesto e combatti insieme a noi l’inquinamento.

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