Come fare la raccolta differenziata

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Raccolta differenziata: in Italia “bene, ma non benissimo”

Si parla di differenziata da tantissimi anni, una modalità di smaltimento rifiuti che dovrebbe “educare” a produrne meno, eppure negli ultimi 30 la produzione di rifiuti solidi urbani (RSU) è raddoppiata1Secondo gli ultimi dati Istat, la percentuale di raccolta differenziata sul totale degli RSU è del 55,5% (+3% rispetto al 2016), mentre la normativa prevede il 65%2 e, rispetto agli europei, siamo ancora un po’ approssimativi, soprattutto nel conferimento di rifiuti organici e batterie usate.

I numeri sono positivi per il conferimento in pattumiera differenziata di:

  • plastica 87,1%
  • vetro 85,9%
  • carta 86,6%
  • alluminio 71,3%

I dati vanno letti in relazione alla produzione totale dei rifiuti urbani, ma sono comunque indice di una maggior senso di responsabilità da parte delle famiglie italiane3.
Ma perché non tutti i materiali vengono differenziati allo stesso modo? Evidentemente le persone hanno dei dubbi sulle modalità di conferimento.

  • Il cartone della pizza sporco va nella carta?
  • Devo lavare il vasetto dello yogurt prima di gettarlo nella plastica?
  • La carta da forno dove va?

Questi sono alcuni degli interrogativi più comuni. Vediamo allora come fare la raccolta differenziata bene a partire dalla base.

Differenziare è importante perché aiuta a capire quanto spreco c’è dietro a un prodotto: imballaggi spesso eccessivi e bottiglie d’acqua di plastica che costano e pesano molto nel trasporto, nei conti a fine mese e sull’ambiente perché impiegano oltre 500 anni per degradarsi completamente. 

Differenziare al contrario permette di riciclare e risparmiare sull’estrazione o produzione di nuove risorse. Per produrre una bottiglia di vetro da 350 gr, ad esempio, occorrono 350 gr di vetri riciclati e rifusi a 1400°C. Per crearla ex novo servono 420 gr di materie prime (carbonato di calcio, sabbia silicea, soda) che ovviamente vanno estratti e lavorati a 1600°C.

Bidoni differenziata, guida all’uso

La CARTA nella carta.
Nel contenitore della carta potete gettare: imballi di carta e cartone, tovaglie e tovaglioli usati e il cartone della pizza, ma privi di residui di cibo.

BANDITE
: carta da forno, carta oleata, carta da fax, carta carbone e persino la carta degli scontrini (carta termica che contiene sostanze che reagiscono col calore), che vanno gettati nell’indifferenziata.

Nell’ORGANICO, insieme a cibo, vegetali, tè e caffè (anche in cialde e bustine), si possono riporre: fazzoletti di carta per il naso usati, cartone della pizza, tovaglie e tovaglioli di carta sporchi di cibo che, decomponendosi, possono essere riciclati come concime.
BANDITE: capsule di caffè e affini
, che vanno nell’indifferenziato, mentre foglie e sfalci delle piante vanno gettati in contenitori appositi.

Nel VETRO solo vetro!
In alcuni paesi ci sono persino campane differenziate per colore, per facilitare il riciclo. Nella campana vanno: bottiglie, bicchieri e vasi di vetro lavati o ben sciacquati.
BANDITI: specchi, ceramiche e stoviglie rotte, che vanno smaltiti nell’indifferenziata o ancor meglio nelle ecostazioni o isole ecologiche.

La PLASTICA sempre con: plastiche varie, sacchetti (anche quelli argentati di patatine e salatini), imballaggi, pluriball, polistirolo, vasetti, retine per frutta e verdura. Per un corretto riciclo della plastica gli imballi vanno puliti e le bottiglie di plastica appiattite.
BANDITI: ciabatte, canotti, bacinelle, biro, giocattoli, guanti, occhiali, palloni, pennarelli, secchi e secchielli.

ALLUMINIO: involucri, scatolette e vaschette per il cibo, coperchi dei vasetti di yogurt, bombolette, lattine, rotolo da cucina, tappi a vite, tubetti sono materiali riciclabili purché puliti, e vanno conferito in bidoni diversi a seconda del Comune di appartenenza.
BANDITI: gli imballi in alluminio ancora sporchi di cibo o altre sostanze.

E questo dove lo metto?

Il Tetrapak è un materiale speciale composto da carta, polietilene e alluminio, smaltito in modo diverso a seconda del Comune di appartenenza. Se sei particolarmente virtuoso puoi separare ogni sua parte e differenziare la raccolta.

Pile scariche: le batterie sono inquinanti e tossiche perché contengono sostanze come cadmio, nichel e piombo che possono inquinare il terreno e le falde acquifere, riproponendosi poi nelle nostre case. Per questo vanno smaltite in bidoni appositi.

Sigarette: le cicche di sigari e sigarette vanno nell’indifferenziata, mentre la cenere può essere gettata nel compostabile.

Speciali come i nostri cuccioli

I pannolini usati dei bambini, anche se realizzati con materiali biodegradabili, vanno nell’indifferenziato. Lo stesso vale per gli assorbenti femminili e altri prodotti come batuffoli di cotone, cerotti, cotton fioc e garze.

La lettiera dei pet in sabbia o cristalli va nell’indifferenziata. Quelle di argilla, segatura, trucioli e carta, se espressamente compostabile, possono essere separate e messe nell’umido o smaltite nel wc. Leggete bene le istruzioni!

Per qualcuno sarà banale. Noi lo ripeteremo come un mantra!
Per la carta usate sacchetti di carta, per la plastica usate sacchetti di plastica e per l’organico usate sacchetti biodegradabili e compostabili.

Vuoi vivere in un modo sempre più virtuoso?

Note

  • 1. Raccolta differenziata rifiuti. Diamo una seconda vita ai nostri rifiuti, InformaGiovaniItalia, Raccolta Differenziata
  • 2. Art. 205, Decreto legislativo del 3 aprile 2006 nr. 152 - “Testo Unico Ambientale”
  • 3. “Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti e soddisfazione dei cittadini e politiche nel città”, Istat

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